Oggi Cucino Io! #115: Ravioloni di Mela

RavioloniIo sono un grandissimo fan dei biscotti ripieni, perché sono pochi i tipi di dolcetti che danno una simile soddisfazione. Da tempo mi ripromettevo di voler fare qualcosa con le mele e così ho unito le due cose, preparando questi ravioloni di mela. Gli ingredienti che ho usato sono:

  • 220 g di farina 00
  • 100 g di zucchero
  • 100 g di burro
  • 1 uovo
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci
  • 2 mele
  • 1 cucchiaio di miele
  • Cannella q.b.
  • Scorza d’arancia q.b
  • Un goccio di rum
  • Zucchero a velo q.b.

L’impasto è una tradizionale frolla montata: usate un frustino elettrico per montare burro e zucchero, poi aggiungete l’uovo e, alla fine, farina e lievito. Impastate finché non avete ottenuto un bel panetto compatto, poi mettetelo in frigo a riposare per almeno mezz’ora.

Impasto

Nel frattempo, preparate le mele. Sbucciatele, togliete il torsolo e poi tagliatele a dadini molto piccoli, quindi mettetele a cuocere per qualche minuto in una padella antiaderente aggiungendo miele, scorza d’arancia, cannella e un goccio di rum. Al termine della cottura, fatele raffreddare.

Mele

Dovrete tirare due sfoglie di spessore diverso: quella più spessa (4 mm) costituirà la parte inferiore del biscotto, mentre quella più sottile (2 mm) sarà la parte superiore. Se disponete di un mattarello graduato, la cosa sarà ancora più facile.

Sfoglia

A questo punto, posizionate dei mucchietti di mela sulla sfoglia più spessa, poi ricopritela con quella più sottile, facendole aderire bene l’una con l’altra. Tagliate i biscotti con un coppapasta tondo.

Biscotti

Infornate a 180 °C in forno ventilato per 15/18 minuti, poi una volta cotti fateli raffreddare, cospargendoli alla fine di zucchero a velo.

Finale1

Buon appetito! :)

M-Review: Noah

Noah

Il fatto che la recensione cinematografica che va online nella settimana del mio 33esimo compleanno (il giorno di Pasqua, che per uno che ha Cristi come cognome è proprio il colmo) sia quella di un film biblico è abbastanza casuale. Il fatto che Paramount abbia deciso di farlo uscire in concomitanza con questo periodo, beh, pare invece abbastanza palese. Noah è il modo in cui Darren Aronofsky ha deciso di far incazzare a morte tutti i credenti nella più grande storia fantasy di tutti i tempi, con una versione all’apparenza piuttosto personalizzata, ma che in realtà è abbastanza aderente alle scritture in quel che viene mostrato, se non per un paio di punti della trama che sono drammatizzazioni palesi e per le caratteristiche di alcuni personaggi, Noé in primis. E’ facile capire perché questa storia ha affascinato così tanto Aronofsky: il protagonista è uno psicopatico disadattato della peggior specie, che agisce interpretando segnali che potrebbero essere semplicemente frutto della sua immaginazione (sì, ho deciso di farmi dei nemici). Ci sono tante somiglianze tra Noé, la protagonista di Black Swan, Randy di The Wrestler e certi personaggi di Requiem for a Dream. Il punto è che il Noé della Bibbia non era così estremo nei suoi comportamenti e non era nemmeno vegano come il regista ha deciso di ritrarlo, ma la scelta narrativa è chiara.

Russell Crowe ha indubbiamente il physique-du-role per interpretare una figura così rassicurante e minacciosa allo stesso tempo e se il personaggio non scade nel ridicolo, nonostante le sue azioni lo siano, è in gran parte merito suo. Prova abbastanza di mestiere sia per Jennifer Connelly che per Emma Watson, mentre non ho apprezzato molto né i due giovani figli, né Anthony Hopkins (ormai abbonato ai ruoli da patriarca), né il villain Ray Winstone. Ho gradito invece tantissimo lo stile e le scelte di Aronofsky, dai Vigilanti che sembrano una via di mezzo tra i Transformers e Treebeard di LOTR al mix tra evoluzionismo e creazionismo che farà rizzare i capelli a tutti i credenti, dalla simbologia frequente e invadente ai coup du theatre inseriti nella sceneggiatura per giustificare le differenze con le sacre scritture. Gran lavoro della IL&M per quanto riguarda gli effetti speciali, anche se ci sono alcune scene in cui, per problemi di illuminazione, i personaggi ripresi dal vivo su green screen paiono completamente staccati dal fondale. Nulla di che, sia chiaro, ma nel 2014 mi aspetto di non vedere più cose del genere. Personalmente ho gradito molto Noah, nonostante il ritmo un po’ troppo discontinuo e la presenza di qualche scelta paradossale a livello di scrittura. Se non siete credenti e ritenete che la Bibbia sia la regina delle storie fantasy, lo apprezzerete come il sottoscritto, mentre in caso contrario potrebbe venirvi voglia di lasciare la sala in anticipo (stupidi, non sapete cosa vi state perdendo).

Anki Drive, le macchinine che si guidano da sole (da Wired.it)

AnkiDrive

La commistione tra videogiochi e giochi “fisici” è uno di quei trend in costante crescita da qualche anno a questa parte. Skylanders, Disney Infinity, Cupets e compagnia cantante (ne avevamo parlato in estate su queste pagine) sono tra le varie declinazioni di questo mix, che da qualche settimana ha un ulteriore esponente chiamato Anki Drive. Si tratta del primo prodotto di un’azienda con sede a San Francisco, denominata proprio Anki, nata sei anni fa dagli sforzi di un trio di studenti di robotica alla Carnegie Mellon University, desideroso di veder applicata questa scienza anche sul mercato consumer, non solo in ambito industriale e militare…

Se volete leggere il resto dell’articolo, lo trovate su Wired.it all’indirizzo: http://www.wired.it/gadget/accessori/2014/01/14/ces-2014-anki-drive/.

Oggi Cucino Io! #114: Biscotti alla Ricotta

Biscotti

Cosa fare quando nel frigo avete svariate ricottine perché erano in offerta al supermercato (oltre a mangiarsele da sole o fare una bella pasta, per esempio)? Preparare dei biscotti può essere un’ottima soluzione. La cosa bella di questi biscotti alla ricotta è che sono perfetti anche per gli amanti del mangiar sano, visto che non contengono né burro, né uova. Gli ingredienti che ho usato sono:

  • 200 g di ricotta
  • 150 g di farina 00
  • 130 g di zucchero
  • 4 g di lievito per dolci
  • Scorza di un limone
  • Sale q.b.
  • Latte q.b.

Mettete tutti gli ingredienti in una terrina. Il mio consiglio è quello di far asciugare la ricotta quanto più possibile prima di impastare, se non volete che l’impasto si ammorbidisca troppo e siate costretti a utilizzare il sac à poche. Io ho commesso questo errore (ma per fortuna i biscotti sono comunque buoni).

Ingredienti

Impastate, poi mettete l’impasto a riposare in frigo per almeno mezz’ora.

Impasto

Nel mio caso, ho dovuto prendere il sac à poche e creare questi bastoncelli lunghi 3/4 cm, che ho poi spennellato con il latte e spolverato con un po’ di zucchero semolato.

Stampo

Infornate a 180 °C per 15/20 minuti, poi una volta pronti, tirateli fuori e fateli raffreddare a dovere, altrimenti non riuscirete a gustarveli. I biscotti avranno l’esterno piuttosto croccante, ma l’interno sarà bello morbido.

Fine

Buon appetito! :)

M-Review: Le Mappe dei Sogni (The Young and Prodigious T.S. Spivet)

Spivet

Ai miei registi preferiti (a parte Christopher Nolan) non è che stia andando proprio benissimo negli ultimi tempi. John Woo è svanito nel nulla, Oliver Stone è un decennio che fa cose dimenticabilissime e pure Baz Luhrmann non è riuscito a ripetersi molto dopo Moulin Rouge. Di questo quintetto fa parte anche Jean-Pierre Jeunet, che ho imparato come molti ad adorare con Il Favoloso Mondo di Amelie, recuperando in seguito tutta la sua filmografia passata (e, col senno di poi, ritengo che Alien Resurrection sia molto più furbo di ciò che sembra a prima vista). Un paio di settimane fa, per pura casualità, scopro che ha girato un nuovo film, a quattro anni dal folle L’Esplosivo Piano di Bazil. Il punto è che The Young and Prodigious T.S. Spivet, girato totalmente in inglese, è uscito solo in Francia lo scorso Ottobre e, per ora, in nessun altro paese al mondo. Il film non è andato benissimo al botteghino e la promozione è stata piuttosto scarsa, motivo per cui ho scoperto della sua esistenza attraverso, diciamo, “vie parallele“. La storia, tratta dall’omonimo romanzo di Reif Larsen, è quella di un bambino di 10 anni che vive con il padre cowboy e la madre scienziata in un ranch del Montana. Dopo aver inventato una macchina per il moto perpetuo viene invitato dallo Smithsonian Institute di Washington a ritirare un premio, cosa che lo porta ad affrontare, tutto da solo, un’incredibile avventura.

Se c’è una cosa che viene bene al regista francese, è quella di raccontare favole: tutti i suoi film a parte Delicatessen e Alien, in un certo modo lo sono. T.S. Spivet è una favola surreale, che solo Jeunet poteva raccontare al meglio. L’alienazione del protagonista è un altro degli elementi tipici della sua filmografia e qui è ancora meglio rappresentata grazie alla sua giovane età e dallo straniamento rispetto ai genitori (anche se un minimo di sintonia con la madre scienziata è presente). Il piccolo Kyle Catlett, che ricordete nei panni del figlio di Joe Carroll nella prima stagione di The Following, è davvero bravo nei panni del ragazzino e regge praticamente il film sulle sue spalle. Il bambino è affiancato da Helena Bonham-Carter e Judy Davis, oltre che da uno schizzatissimo Callum Keith Rennie nei panni del padre ritardato-cowboy. I marchi di fabbrica di Jeunet, dalle panoramiche ampie alla fotografia senza sbavature, sono tutti presenti. Non ci sono significati reconditi o morali da comprendere, basta lasciarsi trascinare da quel che accade sullo schermo. Speriamo che The Young and Prodigious T.S. Spivet arrivi velocemente in sala perché è ingiusto che per vedere un film simile si debba ricorrere a metodi illegali. A me è piaciuto davvero tantissimo. Straconsigliato.

Quanto costa realizzare un videogioco? (da Wired.it)

budget

Il giro d’affari del mondo dei videogiochi è, ormai da anni, superiore a quello cinematografico. Un risultato davvero impressionante per un’industria poco più che trentenne, molto più giovane rispetto a quella della settima arte, da cui però ha ancora moltissimo da imparare. Uno dei dati su cui c’è sempre stata poca trasparenza nel corso del tempo è quello relativo al budget di produzione di un videogioco. Per il mondo del cinema è una consuetudine diffusa e radicata, che permette di capire quanti soldi sono stati spesi e che, raramente, viene nascosta…

Se volete leggere il resto dell’articolo, lo trovate su Wired.it all’indirizzo: http://www.wired.it/gadget/videogiochi/2014/02/07/quanto-costa-realizzare-videogioco/.

Oggi Cucino Io! #113: Biscuit Cake al Cioccolato

BiscuitCake

Non è detto che una torta debba per forza essere soffice e spugnosa. Il dolce che sono andato a preparare per un evento dell’allevamento dei miei due cani è una torta che appena uscita dal forno vi sembrerà come tutte le altre, ma che in realtà, dopo essersi raffreddata, avrà la consistenza di un biscotto un po’ più spesso. Gli ingredienti che ho utilizzato per questa biscuit cake al cioccolato sono:

  • 200 g di zucchero
  • 150 g di farina
  • 100 g di burro
  • 3 uova
  • 175 g di cioccolato bianco
  • 100 g di cioccolato fondente
  • Granella di mandorle q.b.

Cominciate montando a crema le uova e lo zucchero con il frustino elettrico.

UovoZucchero

Nel frattempo, fate sciogliere il cioccolato fondente e il burro a bagno maria, attendendo poi che il composto si raffreddi per aggiungerlo alla crema montata. Mescolate finché tutto non si è amalgamato a dovere.

Cioccolato

A questo punto, aggiungete la farina e continuate a mescolare finché non l’avete incorporata completamente nell’impasto.

Farina

Prendete uno o più stampi di alluminio e versateci dentro il composto, lisciandolo con una spatola. Chiudete con una spolverata di granella di mandorle, poi infornate a 180 °C per 20/25 minuti.

PreForno

Sfornate e mettetela a raffreddare per un’ora o anche di più. A questo punto, tagliatela come preferite: potrete mangiarla a quadratini come se fosse un biscotto o tagliare delle fette da torta “classica”.

FinalBuon appetito! :)

M-Review: Captain America: The Winter Soldier

CaptainAmerica

L’Universo Cinematografico Marvel procede a vele spiegate e Captain America: The Winter Soldier è il terzo passo di avvicinamento, dopo Iron Man 3 e Thor: The Dark World all’attesissimo The Avengers 2: Age of Ultron, che uscirà fra poco più di 12 mesi (e di cui, per la cronaca, stanno girando diverse scene in Val d’Aosta). Certo, c’è anche Guardians of the Galaxy, ma dubito impatterà così tanto sulla continuity come i film sopracitati. Questa volta, l’eroe americano per eccellenza si trova a dover affrontare una minaccia che conosce bene, proveniente dal suo passato, giunta all’interno dello stesso S.H.I.E.L.D.. E’ uno Steve Rogers combattuto, che si sta adattando sempre di più alla modernità, ma che non riesce ancora ad amare e non si rassegna alla perdita del suo antico amore, inevitabilmente invecchiato a differenza sua. Ed è rimasto uno dei pochi ad avere ancora dei valori, in una Washington contemporanea e decisamente realistica. The Winter Soldier è probabilmente il meno “supereroistico” dei film di casa Marvel e questo è sicuramente un bene. Se il primo mediocre episodio aveva molti punti in comune con le avventure in stile Indiana Jones e La Mummia, qui l’ispirazione sono i film di spionaggio americani degli anni ’70. E la presenza di Robert Redford, nei panni di Alexander Pearce, capo dello S.H.I.E.L.D (e non solo) è tutt’altro che una casualità.

Chris Evans è sempre più convincente nei panni del Capitano e l’accoppiata con Scarlett Johansson in versione Vedova Nera, complice il fatto che i due siano al quarto film insieme, è molto azzeccata. La recitazione è generalmente buona, come è ormai la norma in casa Marvel. Il fatto che ci siano tanti personaggi in scena, nonostante la durata monstre di 136 minuti, porta a non approfondirne qualcuno: un’altra brutta tradizione Marvel è quella di rendere i villain didascalici e di non andare a fondo con loro, cosa che capita anche con il Soldato d’Inverno, la cui backstory viene affrontata in maniera abbastanza blanda. Si vede pochissimo anche quella che sarà la futura compagna del nostro eroe, quella Sharon Carter (nipote di Peggy), interpretata da Emily Van Camp (tanti cuoricioni), il cui nome però non viene mai menzionato. La sceneggiatura è discreta, ma le sorprese sono abbastanza telefonate, soprattutto se avete seguito la lavorazione del film in questi mesi. I fratelli Russo si dimostrano davvero abili con le sequenze action, nonostante un passato fatto solo di serie TV e commedie, tanto che Marvel ha deciso di riconfermarli per il terzo episodio, per cui dovremo aspettare soltanto due anni. Inutile dirvelo, ma restate durante i titoli di coda, sia per vedere tre nuovi personaggi che avranno un ruolo molto importante in The Avengers 2, sia per capire dove probabilmente Captain America 3 andrà a parare. Captain America: The Winter Soldier, pur con qualche difetto abbastanza marchiano, è uno dei migliori prodotti dell’Universo Cinematografico Marvel, quindi non fatevi grossi problemi ad andare a vederlo al cinema.

MotoGP 2014, la categoria Open e le novità Ducati (da Wired.it)

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Il 2014 sarà un anno di cambiamenti per la MotoGP. Da qualche anno, prima in seguito al progressivo abbandono di costruttori storici come Suzuki e Kawasaki, poi per lo spropositato aumento dei costi, il motomondiale non brilla più come una volta. Soprattutto in confronto alla Formula 1, dove c’è un giro di soldi molto superiore. Una serie di fastidi non indifferenti che Dorna, la società spagnola che organizza il mondiale (e gestisce anche, dallo scorso anno, il campionato Superbike), si è trovata a subire. Una situazione scomoda, che ha portato a un sensibile calo di pubblico sia televisivo che in pista.

Se volete leggere il resto dell’articolo, lo trovate su Wired.it all’indirizzo: http://www.wired.it/gadget/motori/2014/03/07/la-motogp-nel-2014-la-categoria-open-e-le-novita-di-ducati/.

Oggi Cucino Io! #112: Lemon Cookies #cristilemoncookies

LemonCookies

Sì, lo so, dalla foto sembrano amaretti, ma in realtà sono dei gustosissimi Lemon Cookies. Si tratta di una ricetta facile e piuttosto veloce, per la quale vanno utilizzati questi ingredienti:

  • 270 g di farina 00
  • 120 g di zucchero semolato
  • 100 g di burro
  • 1 uovo
  • 25 ml di succo di limone
  • Scorza di un limone
  • 4 g di lievito
  • Zucchero a velo/zucchero semolato per copertura

Montate burro e zucchero con i frustini elettrici, poi aggiungete l’uovo, il succo e la scorza di limone. Quindi unite le polveri, impastando a mano.

Impastare

L’impasto risultante sarà piuttosto morbido e dovrà riposare in frigo per almeno un’ora.

Impasto

Una volta che lo avrete tirato fuori dal frigo, fate delle palline (nel mio caso, il peso era di circa 12/13 g l’una) e ricopritele prima di zucchero semolato e poi di zucchero a velo, quindi disponetele sulla teglia abbastanza distanti l’una dall’altra.

Zucchero

A questo punto, infornate a 180° C per 10/12 minuti, poi lasciate raffreddare.

Post-Forno2

Buon appetito! :)

Per dovere di cronaca, ho approfittato di un paio di giorni a Milano per portarli a qualche amico e farglieli assaggiare. I risultati li trovate su Twitter seguendo l’hashtag #cristilemoncookies. :)

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